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Il Fascismo,
la Resistenza, i Campi di Concentramento in Provincia
di Teramo
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Anni di Guerra
Teramo 1943 - 1944
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La Resistenza
nel teramano
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AUTRICE
Italia Iacoponi
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Casa della Cultura
"CARLO LEVI"
Teramo
Edizioni "Abruzzo Oggi"
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AUTORE
Marco Patricelli
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Il presente lavoro intende ricostruire le vicende essenziali
di un periodo della nostra storia, che va daI 1915
aI 1946.
Esso rappresenta solo il tassello di un mosaico, alla cui
composizione invito soprattutto la scuola.
Le ragioni di fondo sono due: la prima di carattere affettivo,
verso la provincia dove sono nata, l'altra di intento didattico.
L’ormai lunga esperienza come docente mi insegna che
qualsiasi argomento trattato deve essere prima di tutto
vivo per poter esercitare nei giovani un interesse.
Orbene, come insegnante di materie letterarie ho iniziato
la ricerca sul Fascismo e la Resistenza in provincia
di Teramo, 20 anni fa, con i ragazzi della classe
3° C della Scuola media Statale F. Ranalli di
Nereto. 
Alcuni anni prima, durante una visita all’Archivio
di Stato di Teramo appresi maggiori dettagli circa la presenza
di campi di concentramento ebraici in Provincia
di Teramo durante la seconda guerra mondiale.
Sentii forte l’esigenza di sapere «perché
e come» le vicende del popolo ebraico fossero
venute ad intersecarsi, nell'arco di tempo 1940 - 44, con
la nostra storia locale.
I testi scolastici non ne facevano cenno.
Indirizzando l’indagine verso la storia ebraica, scoprii
frammentarie tracce.
Decisi allora di raccogliere le prime testimonianze, davvero
significative, da internati ebrei sposati con giovani neretesi.
Ho
scoperto poi, tramite una paziente e documentata ncerca
archivistica. dell’esistenza di ben otto campi
di concentramento in Provincia di Teramo.
E’ amaro tuttavia dover costatare come, a distanza
di pochi decenni non sia rimasta traccia di un fatto storico
che coinvolge i valori di una società democratica
quale vuole essere la nostra.
Un vuoto che richiama a precise responsabilità, da
pane della scuola. nell’insegnamento spesso lacunoso
della storia contemporanea.
Responsabilità nei confronti dei giovani che hanno
il diritto di conoscere il passato e di sapere per divenire
consapevoli.
Obiettività storica mi porta, per la parte riguardante
il Fascismo e la Resistenza (entro cui
si collocano temporalmente i campi di concentramento ebraici
in provincia di Teramo) ad alcune considerazioni essenziali.
Secondo il mio parere il fascismo non è un inspiegabile
corpo estraneo come afferma Benedetto Croce
(secondo il quale il fascismo è, nella storia d’italia,
una parentesi, chiusa la quale, si torna alla vera identità
del nostro paese), ma attinge a forze e idee che coinvolgono
aspetti della nostra cultura: un fenomeno che ha anche,
per un certo periodo, il consenso di grandi masse.
La questione è invece se il fascismo in sé
è accettabile o no.
O meglio, se è accettabile un qualsiasi regime che
pretenda di imporre a tutti i cittadini le sue idee, la
sua prassi, la sua etica.
Questo tipo di regime non è accettabile, non a causa
dei suoi eventuali errori, ma per la sua pretesa di negare
la libertà di opinione di chi pensa diversamente,
la libertà di pensiero, (il dono più grande
dopo la vita).
Errore di origine del fascismo non è stato solo l’aver,
ad un certo punto, fatto la guerra a fianco di Hitler, ma
di avere, fin da principio, negli anni Venti e Trenta, impedito
questa Libertà. Oppositori
illustri come Sturzo, Matteotti,
De Gasperi, Amendola,
Gobetti, Pertini per citarne
alcuni e tra gli ebrei: Carlo e Nello Rosselli,
Leone Ginzburg, Carlo Levi,
hanno subito vessazioni e persecuzioni, in difesa della
dignità umana, preferendo rinunciare alla vita anziché
all’onestà della loro coscienza.
Dedico questo libro agli alunni che con me hanno iniziato
questo lavoro, ai giovani in particolare perché sono
convinta che, conoscendo il passato, la memoria è
resa più feconda come ha affermato Papa Giovanni
Paolo Il, nei recente viaggio in Terra Santa, facendo suo
il motto del Mausoleo di Yad Vashem, dove sono incise nella
pietra i nomi di tutti i campi di sterminio e dove arde
perenne la fiamma della memoria.
Egli ha detto: “Noi vogliamo ricordare”.
Premessa
realizzata dall'autrice del libro, professoressa
Italia Iacoponi
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Gli studi di Italia lacoponi ora raccolti
in volume vengono da lontano, quasi a sottolineare un’attenzione
per la ricerca storica e per la didattica della storia
che ne ha costituito lievito generoso.
A lei dobbiamo le prime ricerche sui campi di concentramento
in provincia di Teramo: una vera e propria “scoperta’
storiografica suggerita e assecondata dalla sensibilità
civile di Riccardo Cerulli allora Presidente
dell’istituto Abruzzese per la storia d’italia
dal fascismo alla Resistenza.
I documenti pubblicati sulla rivista dell’istituto
(ormai quasi venti anni fa) costituirono una interessantissima
occasione per ampliare e arricchire, in una dimensione
per tanti aspetti inusitata, il concetto e il significato
di termini (antifascismo, Resistenza, razzismo) che rischiavano
di consumarsi e perdere di signficato.
Si trattò per la provincia di Teramo e per la nostra
regione di una salutare lezione da cui, pur senza enfasi
e proclami, prese l'abbrivio una nuova stagione di studi
capaci di offrire elementi nuovi di conoscenza e di riflessione
intorno ad un periodo storico molto dibattuto, ma ancora
da ricostruire e studiare in tutte le sue dimensioni e
sfumature.
Le condizioni di vita, la mentalità, i riflessi
psicologici e, ancora, le ricadute locali della legislazione
razziale, il "concentramento" di intere categorie
e popolazioni in luoghi determinati, la dimensione del
domicilio coatto e del confino sono diventati così
temi di trattazione storiografica, accanto a quelli più
tradizionali dell ‘antifascismo politico e della
lotta armata.
È dentro questo quadro di nferimento che si colloca
la ricerca che viene pubblicata: a quei primi studi, ora
ampliati e rivisti in tanti aspetti, l’autrice ha
inteso aggiungere nuovi elementi di ricostruzione storica
che, pur in maniera rapsodica, collocano la vicenda locale
consumatasi tra le due guerre in una prospettiva provinciale
e per certi aspetti regionale.
L’aggiunta poi in chiave annalistica di notizie
relative a Nereto dal 1860 al 1945 correda il lavoro di
un utile strumento di nferiniento per chiunque voglia
approfondire e leggere la storia locale telilizzandone
l’importante indice di taglio quasi repertoriale.
Non vanno dimenticati, infine, le ragioni più immediate,
ma anche più vere, che sono state a base di questo
lodevole sforzo: l'insegnamento della storia e l’amore
del docente per il proprio lavoro; carattere questo da
sottolineare, se ancora ve ne fosse bisogno, perché
palmare dimostrazione di come l'impegno professionale
e civile di un insegnante possa ritornare utile e profittevole
non soltanto per i discenti, ma anche per la comunità
nel cui ambito quel fondamentale e delicato lavoro viene
svolto.
Presentazione realizzata
dal direttore della Biblioteca Provinciale di Teramo dottor
Luigi Ponziani
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